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19 Novembre 2020

L’aziendalese è sempre dietro l’angolo… anche nei colloqui di lavoro!

Sono stati scritti tanti articoli sull’uso esagerato di inglesismi sia nella nostra vita quotidiana sia nella nostra sfera professionale, così come autorevoli blogger hanno dispensato preziosissimi consigli su come rendere più umano il modo di comunicare delle aziende.

Siamo tutti e tutte d’accordo sul punto…eppure anche il più convinto e fervido sostenitore della cultura italiana che lavori in un’azienda prima o poi ci casca. E’ inevitabile! Diviene un’esigenza per farsi capire dai nostri interlocutori aziendali.

L’aziendalese, infatti, è quel “Termine con cui viene indicato il linguaggio tipico di chi lavora nei vari comparti aziendali o nel settore nel suo complesso” [Treccani].

L’aziendalese è a tutti gli effetti una lingua circoscritta a confini settoriali, aziendali, a divisioni/reparti aziendali che identifica e accomuna i professionisti di un determinato settore e/o azienda e/o ruolo.

E’ la lingua che ci permette di comunicare con i nostri colleghi e farci capire. Dovremmo, tuttavia, cercare di farne un uso sapiente e limitarlo ai confini aziendali.

Cosa succede se usiamo il nostro aziendalese fuori dai confini in cui siamo soliti parlarlo, ad esempio durante un colloquio di lavoro?

Può succedere che ci identifichiamo così tanto con il nostro ruolo professionale in azienda che, per descrivere il nostro lavoro, utilizziamo la terminologia tipica a e specifica, non del settore, ma dell’azienda per cui lavoriamo con il rischio di suscitare un sorriso nelle migliori delle ipotesi, e di risultare incomprensibili nella peggiore.

Se, durante un colloquio di lavoro, usare l’appropriata terminologia tecnica è sicuramente un punto a nostro vantaggio, l’uso dell’aziendalese, anche in maniera inconsapevole, può essere un punto a nostro sfavore perché non lascia al selezionatore la possibilità di immaginarci in un ruolo diverso.

Il consiglio è quello di prepararsi sempre ad ogni colloquio e provare a parlare delle proprie esperienze estraendosi dal contesto aziendale e renderle universalmente comprensibili. Questo perché il nostro selezionatore può essere un professionista che capisce la mia lingua ma non il mio aziendalese, oppure un professionista delle risorse umane che non ha dimestichezza con il mio settore.

Se provassimo tutti ORA a descrivere il nostro ruolo sicuramente verrebbe fuori almeno un termine del nostro aziendalese.

Fatto?

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