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06 Luglio 2021

Le aziende cercano ingegneri ma non si trovano

a cura di Robert Hassan.

Aziende a caccia di ingegneri civili e ambientali, figure sempre più difficili da reperire sul mercato. Ecobonus, sisma-bonus, sicurezza delle infrastrutture e sostenibilità ambientale hanno dunque fatto crescere le opportunità di lavoro per i professionisti che si occupano della progettazione e monitoraggio delle infrastrutture italiane.

“L’ecobonus, per esempio, richiede competenze di carattere ingegneristico a largo raggio che vanno dall’edilizia all’impiantistica e alla gestione dell’energia”, spiega Pino Bruno, ingegnere nel settore energy. “Una visione d’insieme riguardo le tematiche ambientali spesso prescinde dai campi applicativi specifici: una riqualificazione di un edificio che richiede interventi di isolamento ha più bisogno di un ingegnere edile, mentre se si interviene sull’impianto in pompa di calore vengono richieste più competenze da impiantista HVAC (heating, ventilation, air conditioning). Gli elettronici ed informatici, per esempio, sono molto adatti per quelle applicazioni dell’energy management che riguardano strumenti avanzati di misura e analisi dei dati. In campo ambientale uno specialista potrebbe occuparsi di discariche, depurazione, ciclo dei rifiuti. Mentre per l’Oil & Gas sono molto presenti gli ingegneri chimici e meccanici. Il campo della sostenibilità ambientale e della transizione energetica, dunque, è multidisciplinare e di volta in volta ci si rivolge agli specialisti delle varie applicazioni per la progettazione degli interventi”, aggiunge Pino Bruno.

Secondo i dati di AlmaLaurea del 2021, a cinque anni dal conseguimento del titolo di studio di Ingegneria, si registra un tasso di occupazione superiore al 90%, con un reddito mensile compreso tra i 1.453 e i 1.477 euro.

“Gli ingegneri civili e ambientali”, osserva Davide Boati, executive director di Hunters Group, società specializzata nella ricerca e selezione di personale, “sono professionisti altamente specializzati ed estremamente richiesti in questo momento”. “Si occupano, ad esempio, di progettare e sviluppare ponti, strade o gallerie, ma anche del monitoraggio delle infrastrutture. Hanno un compito molto preciso e delicato: progettare l’intero processo di costruzione, messa in sicurezza e verifica delle grandi infrastrutture. Sono ruoli in cui le aziende molto spesso faticano a coprire le posizioni vacanti. L’opinione pubblica si è fortemente sensibilizzata sulla cura e la messa in sicurezza di ponti e gallerie dopo il terribile avvenimento che ha visto protagonista la Liguria nel 2018”, conclude Boati.

Secondo i recenti dati pubblicati da OICE (l’associazione delle organizzazioni di ingegneria e di architettura e di consulenza tecnico-economica) relativi alle gare per appalti integrati il comparto muoverebbe 830,7 milioni di euro, con un importo dei servizi stimato in 31,9 milioni di euro, in crescita del 112,8% in termini numerici e del 375% per valore.

 

→ Leggi l’articolo sul Corriere della Sera

 

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