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24 Febbraio 2022

Le donne ottengono risultati migliori dei colleghi uomini a scuola e all’università ma guadagnano meno. Cosa fare per ridurre il gap?

Sono le più brave, hanno i voti migliori, finiscono il corso di studi prima, ma hanno maggiori difficoltà a trovare lavoro, a fare carriera e ad avere retribuzioni alte.
È questo, in sintesi, il quadro dipinto da una recente indagine di AlmaLaurea.

A cinque anni dal conseguimento della laurea, nel dettaglio, il tasso di occupazione femminile è all’86% rispetto al 92,4% degli uomini. Ma il vero divario si vede all’interno della busta paga: in media 1.651 euro al mese contro i 1.374, una differenza di circa il 20%.  Solo il 2,2% delle donne, inoltre, arriva, dopo un quinquennio dalla fine degli studi universitari, a ruoli di alto livello, imprenditoriale o dirigenziale, mentre per gli uomini l’incidenza quasi raddoppia (3,9%). Forse, però, qualcosa potrebbe cambiare.

“Ci auguriamo – precisa Silvia Movio, Director della divisione Engineering & Manufacturing di Hunters, brand di Hunters Group – che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza possa mettere fine a questa situazione. Da quanto si legge, infatti, sarebbero in arrivo una serie di interventi che mirano ad aumentare l’occupazione o l’imprenditoria femminile e a ridurre il divario retributivo. In questo momento, purtroppo, la situazione non è delle migliori, anzi. L’Italia, infatti, si colloca all’ultimo posto nella classifica europea EIGE (European Institute for Gender Equality): su una scala di 100 punti, il nostro paese ne ha solo 63,7 contro gli 83,1 della Svezia, al primo posto. Ci sono, però, una serie di aspetti che ognuno di noi può considerare per rendere più efficace la richiesta di un aumento di stipendio”.

Chiedere un aumento di stipendio: i consigli di Hunters Group per non sbagliare.
Parlare di denaro con il proprio capo non è mai semplice, anzi può rivelarsi altamente stressante. Per questo motivo, è importante arrivare all’incontro ben preparati sui risultati raggiunti e sul valore che si può portare all’azienda grazie al proprio lavoro. Non sono da sottovalutare, inoltre, benefit di altra natura che possano essere una valida alternativa (o integrazione) alla parte economica.  

Essere consapevoli.
Per prima cosa, è molto utile conoscere la retribuzione per ruoli simili all’interno di altre aziende in modo tale che sia più semplice avere un’idea della situazione del mercato del lavoro. Una volta compreso cosa accade “fuori dal proprio ufficio” è fondamentale ragionare sui risultati concreti ottenuti nell’ultimo periodo e su quanto il proprio lavoro possa aiutare ad aumentare il business.

Fare richieste specifiche e mai vaghe.
Quando si chiede un aumento è sempre meglio fare riferimento a una cifra specifica per dimostrare di essere consapevoli della situazione. Dire semplicemente “vorrei più soldi perché ho lavorato molto negli ultimi mesi” non è la strada migliore per non farsi bocciare la richiesta.

Sostenere la richiesta con solide argomentazioni.
Prima dell’incontro è importante raccogliere esempi concreti che possano supportare la richiesta economica. Raccontare, a grandi linee, i successi lavorativi, gli obiettivi raggiunti o il miglioramento delle performance del team può contribuire a farsi dire sì.

Mantenere un atteggiamento positivo.
Se, da un lato, è fondamentale dimostrarsi sicuri di sé e del proprio valore, è altrettanto importante mantenere un atteggiamento positivo, rispettoso e professionale anche in una situazione potenzialmente estremamente stressante. Lo scontro non è mai la soluzione.

Scegliere il momento e il mezzo migliore per la richiesta.
Scegliere il momento giusto è fondamentale: se l’azienda sta attraversando una serie di difficoltà economiche è inutile – oltre che controproducente – andare a chiedere un aumento di stipendio. Allo stesso modo, se per policy questi argomenti si affrontano, ad esempio, a gennaio non ha alcun senso farlo a giugno. Il risultato sarà solo uno, in entrambi i casi: il rifiuto.

Anche la scelta del mezzo può fare la differenza. Normalmente è preferibile negoziare l’offerta di persona o eventualmente al telefono se non c’è proprio modo di recarsi in ufficio. In rarissimi casi, è possibile farlo via mail dando però estrema importanza allo stile e al tono per trasmettere, anche in forma scritta, empatia e soprattutto apertura al dialogo.

Considerare il pacchetto retributivo nella sua interezza.
L’aspetto economico è certamente fondamentale, ma ci sono una serie di benefit integrativi che possono comunque essere interessanti. Pensiamo, ad esempio, alla possibilità di lavorare da casa, agli orari flessibili, o all’assicurazione sanitaria. Non si tratta di denaro in senso stretto, ma sono aspetti che, comunque, possono contribuire al miglioramento della propria condizione.

 

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