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07 Febbraio 2022

Le richieste di professionisti IT crescono del 60%

Secondo l’indagine di Hunters Group l’aumento delle richieste di professionisti IT è accompagnato dalla proposta di retribuzioni interessanti per i candidati.

Il settore IT è in costante fermento ed evoluzione. Il 2022 è partito molto più forte di come si è chiuso il 2021: secondo una recente indagine di Hunters Group, società di ricerca e selezione di personale altamente qualificato, le richieste di professionisti IT sono cresciute, negli ultimi 12 mesi, del 60%.

In ambito Cloud si concentra la maggior parte delle richieste di richieste di professionisti IT: le aziende cercano figure più vicine al mondo software rispetto all’infrastruttura, ma è fondamentale che siano sempre aggiornate rispetto alle nuove tecnologie, in particolare AWS di Amazon. Per loro la caccia è senza regole e la RAL a volte senza limiti, con i “colossi” disposti a tutto per portarsi a bordo i migliori talenti.

Poiché le App condizionano la nostra vita, non stupisce, inoltre, la sfrenata corsa ai Mobile Developer. Che sia iOS o Android, cambia poco: difficile trovare anche figure junior a buon mercato.
Molto attiva nello sfornare questo tipo di profili è la piazza di Napoli, dove si trova una nota Academy. In questa area il mercato del lavoro è iperattivo, con stipendi che ormai raggiungono quelli di Milano, che storicamente è la città con i salari più generosi d’Italia.

Non mancano, poi, le opportunità per chi opera nel ramo della Cyber Security, le cui richieste di professionisti IT sono direttamente proporzionali ai crescenti attacchi informatici. Molto competitivo il mondo dei consulenti, con RAL che superano i 40.000-50.000, anche per chi ha pochi anni d’esperienza, e addirittura i 100.000 euro per i super esperti.

Anche all’interno dell’ambito Digital c’è parecchio fermento: tutte le figure che fanno da tramite tra le vendite e i consumatori (anche sui social) sono molto richiesti. Un Influencer Marketing Specialist, ad esempio, può guadagnare tra i 30.000 e i 40.000 euro lordi all’anno, che salgono a 50.000 e oltre per i manager.

“Il lavoro da remoto”, precisa Luca Balbo, Executive Manager della divisione ICT & Digital di Hunters, brand di Hunters Group, “è stato sicuramente necessario in questi ultimi due anni per garantire la continuità del business, ma di certo non sparirà e, anzi, continuerà a caratterizzare il mercato del lavoro anche nel post Covid-19. Le persone, infatti, sono diventate più attente all’equilibrio vita professionale – vita privata e lavorare in modo smart è un elemento essenziale, per certi versi più importante della retribuzione. E questo ha una conseguenza anche a livello geografico: c’è molto movimento in provincia (e quindi lontano dalle grandi città) e nelle regioni del Sud Italia che registrano un incremento del 70% delle richieste”.

 

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