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24 Marzo 2022

Nel mondo della moda si fa largo sempre più la figura del Fashion Lawyer

Il business della moda è uno dei più importanti in assoluto. Idee, innovazione, stile, emozioni. Molto spesso il problema che si ritrovano ad affrontare i professionisti di questo settore è quello di tutelare il proprio brand e le proprie creazioni. Come si tutela un capo disegnato da uno stilista e messo in commercio da una casa di moda? Come è regolamentata la vendita di un prodotto? Come si tutela, infine, il diritto d’autore per evitare che si vendano falsi?

La materia è molto delicata e per questo oggi le aziende del settore ricorrono sempre più alla figura del fashion lawyer, ovvero un avvocato che conosce bene il settore moda & luxury ed è in grado di gestire le questioni legali che possano sorgere.

“Quella del fashion lawyer – precisa Matilde Reggiani, Senior Consultant di JHunters, brand di Hunters Group (società di ricerca e selezione di personale altamente qualificato) – è una professione nell’ambito legal che sta prendendo sempre più piede. Ne troviamo uno, se non vere e proprie divisioni, all’interno dei più importanti studi d’avvocatura specializzati in tutela del diritto d’autore. Negli ultimi tempi abbiamo assistito alla nascita di uffici corporate dedicati, sia in grandi firme sia in aziende di più piccole dimensioni, affinché ci sia un presidio costante e puntuale di questa materia che è davvero molto complessa. I dati che abbiamo parlano chiaro: secondo il nostro osservatorio sono cresciute, nell’ultimo anno, del 10% le richieste di avvocati specializzati in questo settore”.

Ma come si diventa fashion lawyer? È indispensabile, ovviamente, il conseguimento della laurea in Giurisprudenza e il titolo di avvocato tramite il superamento dell’esame di stato. A questo si aggiunge poi un percorso di specializzazione in ambito fashion.

Cosa fa il fashion lawyer?

Deve avere ovviamente una forte visione multi-disciplinare e trasversale che coinvolge anche alcuni aspetti, ad esempio, del marketing. Sono indispensabili anche la comprensione delle logiche che sottendono il fashion system ed eccellenti doti relazionali.

Devono assistere i clienti nelle fasi di ideazione, deposito del marchio, planning, produzione, distribuzione e promozione di prodotti e servizi. Non solo, dovranno affiancarli anche nella tutela del marchio e nella gestione di un eventuale contenzioso.

“Un altro aspetto nuovo ed estremamente interessante – aggiunge Matilde Reggiani – riguarda l’influencer marketing per cui il fashion lawyer entra in gioco sia a supporto del brand sia a supporto del singolo influencer. Vi è dunque un mare magnum di potenziali clienti che, ad oggi, necessitano supporto legale. Si tratta di un mercato estremamente complesso e variegato, ma altamente remunerativo: si parla, ad esempio, di compensi intorno ai 15.000€ per l’avvio di procedimenti cautelari sommari e che si concludono in 30 giorni, fino ad arrivare a 30.000 € per l’avvio di procedimenti di merito ordinari. Un fashion lawyer con un’esperienza compresa tra i due e i cinque anni può percepire un compenso che varia tra i 30.000 e i 35.000 euro lordi annui, a seconda ovviamente della grandezza dello studio o dei clienti che assiste”.

 

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