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19 Aprile 2022

Quali le skill e sfide del manager del futuro?

A cura di Rita Maria Stanca

Leader strategici, molto preparati, in grado di gestire team complessi, attenti agli aspetti di Diversity & Inclusion e al bilanciamento tra vita professionale e vita privata di ciascun componente del team. È questo, in sintesi, l’identikit del manager del futuro.

“Negli ultimi due anni – precisa Federico Mataloni, Senior Partner di Executive Hunters, brand di Hunters Group dedicato alla ricerca e selezione di profili C-Level – è cambiato radicalmente il modo di lavorare e, di conseguenza, anche i manager hanno dovuto adattarsi al new normal. Stiamo vivendo un periodo molto complesso che richiede grande capacità di adattamento ed elevata preparazione. Chi si trova a guidare un team di risorse, che magari lavorano da remoto da ogni parte del mondo, deve esser in grado di comprendere le caratteristiche e le potenzialità di ciascuno per fare emergere il talento e raggiungere gli obiettivi di business stabiliti. Dobbiamo pensare ad un manager come a un coach che lavora a stretto contatto con le proprie risorse e che è in grado di ascoltarle, guidarle e risolvere eventuali problemi”.

Quali sono le caratteristiche del manager 2022? Da un sondaggio condotto da Executive Hunters tra circa 1000 aziende e candidati, emerge un quadro ben definito e chiaro: un buon manager deve essere molto preparato (30%), deve saper guidare team eterogenei, multi-generazionali e multi-etnici (30%) e deve prendere decisioni molto rapidamente per adattarsi a un mercato in costante evoluzione e sempre più competitivo (40%).

“Credo – aggiunge Federico Mataloni – che per definire un buon manager si possano usare tre parole: visione, preparazione e ascolto. È indispensabile avere una visione chiara dell’azienda, del business e del mercato che deriva sia dall’esperienza, sia dalla formazione. I nostri corsi di laurea e i nostri master sono tra i più apprezzati anche all’estero per l’offerta didattica e per la qualità dei contenuti; sono cresciuti negli ultimi anni, infatti, gli studenti stranieri che hanno scelto il nostro paese per formarsi. Anche la capacità di ascolto è determinante: è finita l’epoca del manager chiuso nel suo ufficio e irraggiungibile. Per mantenere elevati i livelli di engagement delle persone, lavorare bene e raggiungere gli obiettivi di business è fondamentale che ci siano scambi continui e feedback puntuali”.

 

→ Leggi l’articolo sul Corriere della Sera!

 

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