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27 Settembre 2022

L’innovazione non è rosa. Italia fanalino di coda nel tech femminile

Cresce la domanda per le professioni tecnologiche, ma non si sviluppano di pari passo le competenze al femminile. Il “Gender Gap Report 2021” del World Economic Forum posiziona l’Italia al 63° posto su 156 stati, in base all’indice che analizza le differenze di genere e che valuta quattro diversi ambiti: partecipazione economica e opportunità, livello di istruzione, salute e sopravvivenza ed empowerment politico. L’Italia aveva guadagnato 13 posizioni rispetto al 2020, ma è rimasta ‘ferma’ nell’ultimo anno, e la strada da fare è ancora tanta.

Le nuove abilità, sempre più necessarie oggi per costruire la società di domani, si basano sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Parliamo di reti neurali, deep learning, machine learning e nuovi strumenti come Weka e Scikit-Learn. In altre parole, quello che le aziende ora cercano sono Cyber Security Specialist, Data Architect, Cloud Architect e Machine Learning Specialist.

Ma nelle materie STEM il divario di genere è ancora elevato, a causa dall’esclusione delle donne in ambito sia scolastico che accademico, ma anche lavorativo. Questo mette a rischio l’intero sistema economico e tecnologico, in un’epoca in cui la digitalizzazione sta avanzando rapidamente. Dal punto di vista occupazionale, aumentano del 30-40% le richieste per Cloud Architect e del 15% per Big Data Scientist” (fonte Hunters Group).

Gli ultimi cinque anni hanno registrato elevati tassi di digitalizzazione in ogni settore dell’economia, con una notevole accelerazione negli ultimi due anni a causa della pandemia. Solo nel 2021, negli investimenti privati sono stati versati 93,5 miliardi di dollari, più del doppio rispetto al 2020.

Non c’è però spazio per le donne. Come evidenziato dal “Global Gender Gap Report 2022”, la percentuale di uomini laureati in Information and Communication Technology (ICT) è del 400% più alta rispetto a quella delle donne che tradotto significa 8,2% di uomini rispetto all’1,7% di donne. Un divario che potrà essere colmato, secondo le stime, solo tra 132 anni.

Ma di che tipo di lavori stiamo parlando? E di quali Ral (retribuzione annua lorda)? Vediamoli nel dettaglio

Data Architect: laurea magistrale in Ingegneria delle Telecomunicazioni, Ingegneria
Informatica, Ingegneria Matematica, Informatica, Statistica. Il Data Architect si occupa dell’importazione di fonti dati, della risoluzione di problematiche legate ai flussi di ingestion e la piattaforma di Sicurezza, oltre che dell’ingegnerizzazione di progetti infrastrutturali, del supporto nella fase di assurance dei progetti realizzati e della gestione dei progetti Big Data.
Conosce i database SQL e NoSQL e i modelli di Datawarehouse, Data Lake, Lambda-Architectures e Data Streaming. Ha esperienza con linguaggi di programmazione, tra cui Java, Python, Scala, PHP e Shell Scripting, e conosce perfettamente l’inglese.
La retribuzione annua lorda va dai 30.000 ai 35.000 euro per i profili junior/middle e arriva fino a 60.000 euro per i profili più senior.

Cloud Architect: Si occupa di disegnare, implementare e gestire soluzioni Cloud based a supporto del business. Gestisce i sistemi server complessi, implementa metodi per l’automazione ed esegue valutazioni delle architetture digitali. Ha una laurea in Ingegneria Informatica. Conosce almeno un linguaggio di programmazione, tipo Java o Python, una piattaforma Cloud, DevOps e Microservices, i principali Database relazionali SQL. Anche qui, la lingua inglese è fondamentale.
La Ral per questi professionisti va dai 30.000 ai 40.000 euro per le figure junior/middle fino ai 60.000 – 65.000 euro per i più senior.

Cyber Security Specialist: Laurea specialistica in Informatica o Ingegneria Informatica, Ingegneria Elettronica o Telecomunicazioni, si occupa di Security Governance (redazione di linee guida/policy/procedure in ambito Security), della gestione di Security incidents, dell’analisi e dei test sui livelli di sicurezza delle infrastrutture informatiche a garanzia della protezione dei dati aziendali. Ha, inoltre, abilità nello scouting di soluzioni di analisi, monitoraggio e prevenzione delle minacce informatiche.
La retribuzione annua lorda va dai 28.000 ai 38.000 euro per i profili junior e middle, per i profili senior, invece, dai 40.000 – 45.000 euro in su.

Machine Learning Specialist: Laurea in Informatica, Ingegneria Informatica o in altre discipline tecnico/scientifiche, es. matematica o fisica, e ha esperienza in ambito di digital analytics e data science. Richiede sviluppo di soluzioni di Machine Learning, attraverso la progettazione e il test di diversi approcci al problema, e deve conoscere almeno un linguaggio tra Java, Python e Scala. Tra le sue attività rientrano: lo sviluppo di dashboard analitiche, la creazione di algoritmi di machine learning per analisi avanzate, lo sviluppo di database e framework di supporto ai task analitici e l’analisi di fattibilità dei progetti di integrazione di nuovi dati/tecnologie identificando soluzioni applicative.
Per i profili junior la RAL si aggira intorno ai 35.000 euro, mentre per i profili senior parte dai 50.000 euro a salire.

 

 

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