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05 Marzo 2020

Logistica 4.0: in crescita il dumping salariale

Un settore che in Italia vale circa 110 miliardi di euro e rappresenta il 7% del PIL nazionale. La logistica sta vivendo un periodo di profonda trasformazione: dopo la crisi che ha investito il settore nel primo decennio, le possibilità di trasporto internazionale e locale hanno portato ad un reinvestimento sul segmento e una rivisitazione dei processi interni alla supply chain. L’avvento dell’e-commerce è stata una vera e propria manna dal cielo per il comparto. Tuttavia, l’investimento dell’Italia sul segmento e-commerce sta procedendo ancora un po’ a rilento: è un fenomeno che osserviamo dai primi anni 2000 e solo ora, a distanza di 15-20 anni, iniziamo ad assistere al reale impatto sul mercato del lavoro.

“Al di là dell’aumento della richiesta di fattorini, magazzinieri e impiegati logistici, stiamo assistendo ad un dumping salariale delle figure impiegatizie e manageriali legate al mondo della logistica, che li porta ad allinearsi alle retribuzioni dei manager di altre funzioni con pari anzianità lavorativa”, spiega Davide Boati, Executive Director del brand Hunters di Hunters Group, società di ricerca e selezione di personale. “Il responsabile logistico oggi gode del medesimo trattamento del responsabile acquisti; il planner logistico è parificato economicamente al collega che lavora sui flussi di produzione. Le funzioni più coinvolte in seguito all’avvento dell’era e-commerce sono state tipicamente l’Ict, il digital e il customer service, ma sempre più attenzione stanno ricevendo le funzioni legate alle aree supply chain, sales, specialmente nei ruoli di analyst e procurement”, continua Boati. L’aumento della richiesta sul mercato del lavoro italiano ha determinato per alcune di queste funzioni una diminuzione dell’offerta e un conseguente aumento della retribuzione media: basti pensare all’iper-specializzazione dei mestieri informatici e al ruolo chiave che ormai rivestono anche profili entry-level, riconosciuti aziendalmente ed economicamente per le loro conoscenze tecniche, con una retribuzione di ingresso superiore di circa il 20% rispetto ai colleghi nella medesima situazione 5 anni fa.

Anche per Etex Logistic l’e-commerce ha cambiato fortemente la struttura stessa della filiera della logistica, con conseguenze importanti sulla specializzazione del lavoro e sui salari, determinando un fenomeno di dumping. “L’e-commerce ha modificato il modo di vendere e di acquistare i prodotti, facendo sparire alcune figure lavorative della vendita tradizionale, ovvero le fasce medio-alte della supply chain, non avendo queste più ragione di esistere”, osserva Alice Arduini, Managing Director di Etex Logistic. “Un esempio è la figura di responsabile di negozio, riferimento di un punto vendita fisico che si perde nella piattaforma on-line. La professionalità e l’assistenza, al momento dell’acquisto da parte di una figura specializzata, si sostituiscono ad una gestione del prodotto di magazzino generico. Il rischio dell’e-commerce è quindi l’appiattimento delle mansioni collettive, riducendo le tante figure professionali inserite nella supply chain ad un popolo di magazzinieri e addetti al picking. L’esternalità negativa di questo processo di manifesta poi nei salari, con un abbassamento degli stessi in un quadro di massimizzazione del profitto ed una diminuzione delle persone aventi responsabilità. Si assiste quindi ad un dumping sociale, dove il ribasso dei prezzi giova del costo inferiore del lavoro e senza tutele sociali. A questo si aggiunge la spersonalizzazione del lavoro, in un quadro di alienazione e di massimizzazione della produttività (lavoro/tempo)”, conclude Arduini.

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