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24 Aprile 2020

Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe?

L’evoluzione di ambiti come l’Intelligenza Artificiale, i Big Data e la Robotica fanno emergere un nuovo mercato del lavoro e quindi nuove figure professionali: Digital Marketing Manager, Data Scientist, Chief Information Security Officer, Social Media Recruiting Specialist…

Questo breve e sicuramente non esaustivo elenco ci fa percepire come il mercato del lavoro cambi e con esso i CV dei professionisti. Oltre all’evoluzione continua dobbiamo confrontarci anche con degli scenari meno positivi, scenari di crisi che coinvolgono l’ambito professionale e portano quindi a situazioni di precarietà. Senza guardare troppo lontano nel passato, già la crisi economica del 2008 e dintorni ha segnato il mondo del lavoro.

Allo stesso modo siamo consapevoli che la situazione di emergenza sanitaria e, a cascata, economica di oggi rappresenta un altro scenario di cambiamento. A fronte di queste situazioni, dobbiamo essere pronti a comprendere che i curricula stanno cambiando e continueranno a modificarsi.

Abbiamo convissuto con l’idea che il CV ideale fosse quello con percorso di crescita lineare, cambi di azienda nei tempi “giusti”, ma quanto questo concetto è attuale?

Credo che oggi siamo in un momento storico in cui riflettere ulteriormente, preparandoci ad affrontare e approfondire percorsi professionali non lineari. Oggi più che mai dobbiamo essere in grado non solo di “leggere”, ma soprattutto di “analizzare” a fondo un curriculum: la storia, le motivazioni, così come le soft skill, evidenziano il professionista e le sue competenze prima del semplice job title.

Il mercato evolve sempre più rapidamente, come anche le figure al suo interno e così molto probabilmente si continuerà in futuro; dobbiamo essere quindi sempre più flessibili nel comprendere i “cambi di rotta” e le interruzioni, valutandone caso per caso motivazioni e risvolti. Nel mercato degli USA questo concetto è già più diffuso, troviamo infatti percorsi professionali in media più variegati, dove la formazione universitaria spesso non è indice del percorso che verrà intrapreso. Estremizzando, anche licenziamenti, anni sabbatici e cambi di rotta non sono letti come fattori critici a priori, ma spesso contingenti, oggetto quindi di indagine senza preconcetto.

CV non lineari: come leggerli?

Lasciamo spazio ad indagare con i candidati il motivo, ad esempio, di un’interruzione degli studi, o perché a fronte di un percorso formativo di carattere scientifico troviamo a cascata scelte professionali in ambito umanistico o viceversa. C’è chi “nasce” con l’idea chiara di “che lavoro vuole fare da grande” e persegue quella strada con linearità; ma altrettanto probabile, l’obiettivo iniziale di qualcuno può variare per molte ragioni, scelte proprie o frutto di situazioni professionali o personali, che modificano il percorso lavorativo.
Estraniamoci quindi dai luoghi comuni per apprezzare il confronto diretto e trasparente con professionisti che hanno fatto scelte e che possono indicarci le effettive motivazioni, facendo tabula rasa di preconcetti per ascoltare e comprendere.

Molti personaggi noti nella storia ci hanno infine dimostrato come, dietro a vicende di estremo successo e riconoscimenti su scala globale, ci siano percorsi dei più variegati: la non linearità, unita alla determinazione, possono sottendere le caratteristiche oggi tanto citate di flessibilità e capacità di adattamento.

 

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