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11 Maggio 2019

Head Hunter: una professione “under 30”

Mercato del lavoro: aumentano le professioni di nome anglofono o non identificate con un ruolo effettivo. Una di queste è sicuramente l’head hunter, letteralmente un cacciatore di teste. Come si diventa head hunter?


Un head hunter è una figura altamente specializzata nella ricerca e selezione di personale qualificato, che ha vasta esperienza ma non è necessariamente già negli “anta”. Tutte le varie teorie relative alle risorse umane confluiscono in questa professione, rendendola quella di un “vecchio saggio” nell’immaginario comune. In realtà, gli head hunter più intraprendenti sono proprio quelli più giovani, gli under 30.

Head hunter: che cosa fa


Come tutte le professioni specializzate, anche quella del cacciatore di teste non è semplice da avviare, ma è una delle poche davvero gratificanti per un giovane nell’odierno mondo del lavoro. Al recruitment continuo e costante e alla ricerca di aziende che potrebbero aver bisogno dei servizi di head hunting, si aggiunge un lavoro certosino di programmazione e strategia volto alla mediazione tra cliente e candidato. Prestazioni quotidiane che richiedono concentrazione, energia e un sincero interesse per lo sviluppo dell’economia nazionale.

La meritocrazia è una delle caratteristiche che contraddistinguono questa professione: il titolo di manager non è un’irraggiungibile etichetta, bensì un obiettivo concreto e coronabile anche da ragazzi non ancora trentenni. Non bisogna dimenticare, però, che l’esperienza è alla base dell’innovazione: per questo figure più grandi e con maggiori conoscenze sono fondamentali per l’ottimizzazione e il funzionamento di una struttura di head hunting.

Dietro ai novelli manager, quindi, diverse persone con un notevole background svolgono funzioni di coordinamento. Anche in questo settore l’unione fa la forza, ed è per questo che gli head hunter lavorano in squadra – quasi in una famiglia – e cercano di farlo anche con i propri clienti.

In questo settore è dunque permesso sognare, con la consapevolezza che l’impegno paga e che per crescere non è fondamentale invecchiare.

 

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