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12 Marzo 2019

Società farmaceutiche: l’apertura di un business miliardario

Obesità: crescita del business

Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.
Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Secondo gli ultimi studi, entro il 2022 ci sarà un’ulteriore crescita dell’obesità, che inciderà su circa due miliardi di persone in tutto il mondo. Questo comporterà un aumento del giro di affari, per le big del settore farmaceutico, pari a quasi 8,5 miliardi di dollari.
Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.
Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Secondo gli ultimi studi, entro il 2022 ci sarà un’ulteriore crescita dell’obesità, che inciderà su circa due miliardi di persone in tutto il mondo. Questo comporterà un aumento del giro di affari, per le big del settore farmaceutico, pari a quasi 8,5 miliardi di dollari.
Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.
Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Secondo gli ultimi studi, entro il 2022 ci sarà un’ulteriore crescita dell’obesità, che inciderà su circa due miliardi di persone in tutto il mondo. Questo comporterà un aumento del giro di affari, per le big del settore farmaceutico, pari a quasi 8,5 miliardi di dollari.
Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.
Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Secondo gli ultimi studi, entro il 2022 ci sarà un’ulteriore crescita dell’obesità, che inciderà su circa due miliardi di persone in tutto il mondo. Questo comporterà un aumento del giro di affari, per le big del settore farmaceutico, pari a quasi 8,5 miliardi di dollari.
Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.
Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Secondo gli ultimi studi, entro il 2022 ci sarà un’ulteriore crescita dell’obesità, che inciderà su circa due miliardi di persone in tutto il mondo. Questo comporterà un aumento del giro di affari, per le big del settore farmaceutico, pari a quasi 8,5 miliardi di dollari.
Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.
Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Secondo gli ultimi studi, entro il 2022 ci sarà un’ulteriore crescita dell’obesità, che inciderà su circa due miliardi di persone in tutto il mondo. Questo comporterà un aumento del giro di affari, per le big del settore farmaceutico, pari a quasi 8,5 miliardi di dollari.
Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.
Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Secondo gli ultimi studi, entro il 2022 ci sarà un’ulteriore crescita dell’obesità, che inciderà su circa due miliardi di persone in tutto il mondo. Questo comporterà un aumento del giro di affari, per le big del settore farmaceutico, pari a quasi 8,5 miliardi di dollari.
Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.
Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.

Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Secondo gli ultimi studi, entro il 2022 ci sarà un’ulteriore crescita dell’obesità, che inciderà su circa due miliardi di persone in tutto il mondo. Questo comporterà un aumento del giro di affari, per le big del settore farmaceutico, pari a quasi 8,5 miliardi di dollari.
Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.
Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Secondo gli ultimi studi, entro il 2022 ci sarà un’ulteriore crescita dell’obesità, che inciderà su circa due miliardi di persone in tutto il mondo. Questo comporterà un aumento del giro di affari, per le big del settore farmaceutico, pari a quasi 8,5 miliardi di dollari.

Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.

Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Secondo gli ultimi studi, entro il 2022 ci sarà un’ulteriore crescita dell’obesità, che inciderà su circa due miliardi di persone in tutto il mondo. Questo comporterà un aumento del giro di affari, per le big del settore farmaceutico, pari a quasi 8,5 miliardi di dollari.
Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.
Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

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Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Secondo gli ultimi studi, entro il 2022 ci sarà un’ulteriore crescita dell’obesità, che inciderà su circa due miliardi di persone in tutto il mondo. Questo comporterà un aumento del giro di affari, per le big del settore farmaceutico, pari a quasi 8,5 miliardi di dollari.

Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.

Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Secondo gli ultimi studi, entro il 2022 ci sarà un’ulteriore crescita dell’obesità, che inciderà su circa due miliardi di persone in tutto il mondo. Questo comporterà un aumento del giro di affari, per le big del settore farmaceutico, pari a quasi 8,5 miliardi di dollari.
Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.
Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Secondo gli ultimi studi, entro il 2022 ci sarà un’ulteriore crescita dell’obesità, che inciderà su circa due miliardi di persone in tutto il mondo. Questo comporterà un aumento del giro di affari, per le big del settore farmaceutico, pari a quasi 8,5 miliardi di dollari.

Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.

Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Secondo gli ultimi studi, entro il 2022 ci sarà un’ulteriore crescita dell’obesità, che inciderà su circa due miliardi di persone in tutto il mondo. Questo comporterà un aumento del giro di affari, per le big del settore farmaceutico, pari a quasi 8,5 miliardi di dollari.
Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.
Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Secondo gli ultimi studi, entro il 2022 ci sarà un’ulteriore crescita dell’obesità, che inciderà su circa due miliardi di persone in tutto il mondo. Questo comporterà un aumento del giro di affari, per le big del settore farmaceutico, pari a quasi 8,5 miliardi di dollari.

Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.

Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Secondo gli ultimi studi, entro il 2022 ci sarà un’ulteriore crescita dell’obesità, che inciderà su circa due miliardi di persone in tutto il mondo. Questo comporterà un aumento del giro di affari, per le big del settore farmaceutico, pari a quasi 8,5 miliardi di dollari.
Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.
Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Secondo gli ultimi studi, entro il 2022 ci sarà un’ulteriore crescita dell’obesità, che inciderà su circa due miliardi di persone in tutto il mondo. Questo comporterà un aumento del giro di affari, per le big del settore farmaceutico, pari a quasi 8,5 miliardi di dollari.

Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.

Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Secondo gli ultimi studi, entro il 2022 ci sarà un’ulteriore crescita dell’obesità, che inciderà su circa due miliardi di persone in tutto il mondo. Questo comporterà un aumento del giro di affari, per le big del settore farmaceutico, pari a quasi 8,5 miliardi di dollari.
Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.
Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Secondo gli ultimi studi, entro il 2022 ci sarà un’ulteriore crescita dell’obesità, che inciderà su circa due miliardi di persone in tutto il mondo. Questo comporterà un aumento del giro di affari, per le big del settore farmaceutico, pari a quasi 8,5 miliardi di dollari.

Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.

Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Secondo gli ultimi studi, entro il 2022 ci sarà un’ulteriore crescita dell’obesità, che inciderà su circa due miliardi di persone in tutto il mondo. Questo comporterà un aumento del giro di affari, per le big del settore farmaceutico, pari a quasi 8,5 miliardi di dollari.
Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.
Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.

Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Secondo gli ultimi studi, entro il 2022 ci sarà un’ulteriore crescita dell’obesità, che inciderà su circa due miliardi di persone in tutto il mondo. Questo comporterà un aumento del giro di affari, per le big del settore farmaceutico, pari a quasi 8,5 miliardi di dollari.

Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.

Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Secondo gli ultimi studi, entro il 2022 ci sarà un’ulteriore crescita dell’obesità, che inciderà su circa due miliardi di persone in tutto il mondo. Questo comporterà un aumento del giro di affari, per le big del settore farmaceutico, pari a quasi 8,5 miliardi di dollari.
Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.
Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

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Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

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Obesità: una diffusione preoccupante
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Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Secondo gli ultimi studi, entro il 2022 ci sarà un’ulteriore crescita dell’obesità, che inciderà su circa due miliardi di persone in tutto il mondo. Questo comporterà un aumento del giro di affari, per le big del settore farmaceutico, pari a quasi 8,5 miliardi di dollari.

Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.

Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Secondo gli ultimi studi, entro il 2022 ci sarà un’ulteriore crescita dell’obesità, che inciderà su circa due miliardi di persone in tutto il mondo. Questo comporterà un aumento del giro di affari, per le big del settore farmaceutico, pari a quasi 8,5 miliardi di dollari.
Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.
Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.

Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Secondo gli ultimi studi, entro il 2022 ci sarà un’ulteriore crescita dell’obesità, che inciderà su circa due miliardi di persone in tutto il mondo. Questo comporterà un aumento del giro di affari, per le big del settore farmaceutico, pari a quasi 8,5 miliardi di dollari.

Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.

Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Secondo gli ultimi studi, entro il 2022 ci sarà un’ulteriore crescita dell’obesità, che inciderà su circa due miliardi di persone in tutto il mondo. Questo comporterà un aumento del giro di affari, per le big del settore farmaceutico, pari a quasi 8,5 miliardi di dollari.
Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.
Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.

Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Secondo gli ultimi studi, entro il 2022 ci sarà un’ulteriore crescita dell’obesità, che inciderà su circa due miliardi di persone in tutto il mondo. Questo comporterà un aumento del giro di affari, per le big del settore farmaceutico, pari a quasi 8,5 miliardi di dollari.

Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.

Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Secondo gli ultimi studi, entro il 2022 ci sarà un’ulteriore crescita dell’obesità, che inciderà su circa due miliardi di persone in tutto il mondo. Questo comporterà un aumento del giro di affari, per le big del settore farmaceutico, pari a quasi 8,5 miliardi di dollari.
Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.
Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Obesità: una diffusione preoccupante
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.

Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Secondo gli ultimi studi, entro il 2022 ci sarà un’ulteriore crescita dell’obesità, che inciderà su circa due miliardi di persone in tutto il mondo. Questo comporterà un aumento del giro di affari, per le big del settore farmaceutico, pari a quasi 8,5 miliardi di dollari.

Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.

Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Secondo gli ultimi studi, entro il 2022 ci sarà un’ulteriore crescita dell’obesità, che inciderà su circa due miliardi di persone in tutto il mondo. Questo comporterà un aumento del giro di affari, per le big del settore farmaceutico, pari a quasi 8,5 miliardi di dollari.
Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.
Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Obesità: una diffusione preoccupante
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.

Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Secondo gli ultimi studi, entro il 2022 ci sarà un’ulteriore crescita dell’obesità, che inciderà su circa due miliardi di persone in tutto il mondo. Questo comporterà un aumento del giro di affari, per le big del settore farmaceutico, pari a quasi 8,5 miliardi di dollari.

Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.

Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Secondo gli ultimi studi, entro il 2022 ci sarà un’ulteriore crescita dell’obesità, che inciderà su circa due miliardi di persone in tutto il mondo. Questo comporterà un aumento del giro di affari, per le big del settore farmaceutico, pari a quasi 8,5 miliardi di dollari.
Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.
Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Obesità: una diffusione preoccupante
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.

Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Secondo gli ultimi studi, entro il 2022 ci sarà un’ulteriore crescita dell’obesità, che inciderà su circa due miliardi di persone in tutto il mondo. Questo comporterà un aumento del giro di affari, per le big del settore farmaceutico, pari a quasi 8,5 miliardi di dollari.

Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.

Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Secondo gli ultimi studi, entro il 2022 ci sarà un’ulteriore crescita dell’obesità, che inciderà su circa due miliardi di persone in tutto il mondo. Questo comporterà un aumento del giro di affari, per le big del settore farmaceutico, pari a quasi 8,5 miliardi di dollari.
Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.
Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Obesità: una diffusione preoccupante
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.

Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Secondo gli ultimi studi, entro il 2022 ci sarà un’ulteriore crescita dell’obesità, che inciderà su circa due miliardi di persone in tutto il mondo. Questo comporterà un aumento del giro di affari, per le big del settore farmaceutico, pari a quasi 8,5 miliardi di dollari.

Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.

Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Secondo gli ultimi studi, entro il 2022 ci sarà un’ulteriore crescita dell’obesità, che inciderà su circa due miliardi di persone in tutto il mondo. Questo comporterà un aumento del giro di affari, per le big del settore farmaceutico, pari a quasi 8,5 miliardi di dollari.
Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.
Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Obesità: una diffusione preoccupante
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.

Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Secondo gli ultimi studi, entro il 2022 ci sarà un’ulteriore crescita dell’obesità, che inciderà su circa due miliardi di persone in tutto il mondo. Questo comporterà un aumento del giro di affari, per le big del settore farmaceutico, pari a quasi 8,5 miliardi di dollari.

Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.

Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Secondo gli ultimi studi, entro il 2022 ci sarà un’ulteriore crescita dell’obesità, che inciderà su circa due miliardi di persone in tutto il mondo. Questo comporterà un aumento del giro di affari, per le big del settore farmaceutico, pari a quasi 8,5 miliardi di dollari.
Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.
Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Obesità: una diffusione preoccupante
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.

Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Secondo gli ultimi studi, entro il 2022 ci sarà un’ulteriore crescita dell’obesità, che inciderà su circa due miliardi di persone in tutto il mondo. Questo comporterà un aumento del giro di affari, per le big del settore farmaceutico, pari a quasi 8,5 miliardi di dollari.

Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.

Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Secondo gli ultimi studi, entro il 2022 ci sarà un’ulteriore crescita dell’obesità, che inciderà su circa due miliardi di persone in tutto il mondo. Questo comporterà un aumento del giro di affari, per le big del settore farmaceutico, pari a quasi 8,5 miliardi di dollari.
Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.
Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Obesità: una diffusione preoccupante
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.

Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Secondo gli ultimi studi, entro il 2022 ci sarà un’ulteriore crescita dell’obesità, che inciderà su circa due miliardi di persone in tutto il mondo. Questo comporterà un aumento del giro di affari, per le big del settore farmaceutico, pari a quasi 8,5 miliardi di dollari.

Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.

Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Secondo gli ultimi studi, entro il 2022 ci sarà un’ulteriore crescita dell’obesità, che inciderà su circa due miliardi di persone in tutto il mondo. Questo comporterà un aumento del giro di affari, per le big del settore farmaceutico, pari a quasi 8,5 miliardi di dollari.
Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.
Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.

Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Obesità: una diffusione preoccupante
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.

Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Secondo gli ultimi studi, entro il 2022 ci sarà un’ulteriore crescita dell’obesità, che inciderà su circa due miliardi di persone in tutto il mondo. Questo comporterà un aumento del giro di affari, per le big del settore farmaceutico, pari a quasi 8,5 miliardi di dollari.

Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.

Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Secondo gli ultimi studi, entro il 2022 ci sarà un’ulteriore crescita dell’obesità, che inciderà su circa due miliardi di persone in tutto il mondo. Questo comporterà un aumento del giro di affari, per le big del settore farmaceutico, pari a quasi 8,5 miliardi di dollari.
Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.
Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Obesità: reazione delle case farmaceutiche

Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.

Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Obesità: una diffusione preoccupante
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.

Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Secondo gli ultimi studi, entro il 2022 ci sarà un’ulteriore crescita dell’obesità, che inciderà su circa due miliardi di persone in tutto il mondo. Questo comporterà un aumento del giro di affari, per le big del settore farmaceutico, pari a quasi 8,5 miliardi di dollari.

Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.

Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Secondo gli ultimi studi, entro il 2022 ci sarà un’ulteriore crescita dell’obesità, che inciderà su circa due miliardi di persone in tutto il mondo. Questo comporterà un aumento del giro di affari, per le big del settore farmaceutico, pari a quasi 8,5 miliardi di dollari.
Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.
Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Obesità: reazione delle case farmaceutiche

Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.

Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Obesità: una diffusione preoccupante
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.

Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Secondo gli ultimi studi, entro il 2022 ci sarà un’ulteriore crescita dell’obesità, che inciderà su circa due miliardi di persone in tutto il mondo. Questo comporterà un aumento del giro di affari, per le big del settore farmaceutico, pari a quasi 8,5 miliardi di dollari.

Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.

Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Secondo gli ultimi studi, entro il 2022 ci sarà un’ulteriore crescita dell’obesità, che inciderà su circa due miliardi di persone in tutto il mondo. Questo comporterà un aumento del giro di affari, per le big del settore farmaceutico, pari a quasi 8,5 miliardi di dollari.
Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.
Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame.

Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.

Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Obesità: reazione delle case farmaceutiche

Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.

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Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

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Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Obesità: una diffusione preoccupante
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.

Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Secondo gli ultimi studi, entro il 2022 ci sarà un’ulteriore crescita dell’obesità, che inciderà su circa due miliardi di persone in tutto il mondo. Questo comporterà un aumento del giro di affari, per le big del settore farmaceutico, pari a quasi 8,5 miliardi di dollari.

Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.

Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Secondo gli ultimi studi, entro il 2022 ci sarà un’ulteriore crescita dell’obesità, che inciderà su circa due miliardi di persone in tutto il mondo. Questo comporterà un aumento del giro di affari, per le big del settore farmaceutico, pari a quasi 8,5 miliardi di dollari.
Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.
Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame.

Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.

Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Obesità: reazione delle case farmaceutiche

Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.

Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Obesità: una diffusione preoccupante
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.

Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Secondo gli ultimi studi, entro il 2022 ci sarà un’ulteriore crescita dell’obesità, che inciderà su circa due miliardi di persone in tutto il mondo. Questo comporterà un aumento del giro di affari, per le big del settore farmaceutico, pari a quasi 8,5 miliardi di dollari.

Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.

Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

Secondo gli ultimi studi, entro il 2022 ci sarà un’ulteriore crescita dell’obesità, che inciderà su circa due miliardi di persone in tutto il mondo. Questo comporterà un aumento del giro di affari, per le big del settore farmaceutico, pari a quasi 8,5 miliardi di dollari.
Partiamo dal comprendere, prima di tutto, cosa sia l’obesità: è una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale, definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (IMC o, in inglese, BMI) uguale o superiore a 30. Il BMI è il rapporto tra il peso dell’individuo e la sua altezza al quadrato. Un BMI tra 30 e 35 kg/m2 indica un’obesità di I grado; si ha un’obesità di II grado con BMI 35-40, e un’obesità di III grado, quindi severa, con BMI maggiore di 40.
Obesità: una diffusione preoccupante
Secondo lo studio di “The New England Journal of Medicine”, datato 2015, dal 1980 la presenza dell’obesità è quasi raddoppiata in più di 70 paesi del mondo; il numero di persone obese è pressoché triplicato se il dato attuale viene paragonato ai dati del 1975. Basti pensare che nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti dai 18 anni in su erano obesi o sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi, oltre 650 milioni erano obesi (IMC sopra 30). Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. Questo scenario desta preoccupazione: l’obesità è infatti una sindrome che comporta l’aumento della probabilità di sviluppare malattie ancor più gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari, varie tipologie di cancro nonché disturbi muscoloscheletrici.
Obesità: reazione delle case farmaceutiche
Cosa stanno facendo in queste circostanze le case farmaceutiche? Le Big Pharma degli otto mercati mondiali principali (USA, Giappone, Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) si stanno già muovendo nello sviluppare nuovi farmaci “anti-obesità” cioè sostanze che siano in grado di aiutare i pazienti che soffrono di questa patologia a ridurre la loro massa corporea perlopiù aumentando il consumo delle calorie o inibendone la fame. Secondo la società di analisi del mercato Globaldata, sarebbero circa 253 i farmaci in varie fasi di sviluppo, una infinità se si pensa che attualmente quelli riconosciuti ed autorizzati dai principali organismi mondiali sono solo 11: sei dall’FDA (Food and Drug Administration) sul mercato statunitense, due dall’EMA(European Medicines Agency), uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due farmaci dalla China Food and Drug Administration.
Obesità: crescita del business
Dal punto di vista economico si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite. Da poco più di 400 milioni di dollari l’anno nel 2012 a una stima vicina agli 8,5 miliardi di dollari nel 2022. Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 20,9%. Una corsa al profitto con i soliti noti a spartirsi la torta.   Leggi anche: Dopo l’emergenza Coronavirus aumenteranno i CV non lineari: come leggere tra le righe? Quanti medici rimarranno in Italia da qui a 10 anni? L’importanza del Medical Devices Sales Specialist   → Il blog di Hunters Group: news dal mercato, consigli sul lavoro, notizie sulla vita aziendale

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