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25 Gennaio 2022

Verso il sistema elettrico del futuro: il Grid Connection Manager

Gli obiettivi di decarbonizzazione del nostro Paese impongono un cambio di marcia nel settore delle energie rinnovabili, con un conseguente incremento della potenza installata, con nuovi impianti, con un ammodernamento del parco esistente, con l’avanzamento tecnologico. L’effetto complessivo del PNRR, atteso per il 2030, è di raggiungere un installato complessivo da rinnovabili di 43,2 GW. In questo scenario, nel quadro del sistema elettrico del futuro, si impone sempre più la ricerca di un profilo specializzato come quello del Grid Connection Manager, esperto di connessione di grandi impianti.

In questo scenario, ove sono previsti necessariamente lo «sblocco» delle autorizzazioni, un’accelerazione delle misure di sostegno (come il prolungamento di meccanismi di supporto in continuità con quelli previsti dal FER 1 e l’introduzione di obiettivi regionali coerenti con gli obiettivi nazionali), nonché la possibilità di rivedere le limitazioni imposte al consumo di suolo e l’introduzione in modo strutturato di nuovi servizi come lo storage, il sistema elettrico risulterà diverso, cambierà gradualmente, dando modo ai diversi attori coinvolti di adeguarvisi progressivamente.

“È in questo contesto – racconta Davide Boati, Executive Director di Hunters, brand di Hunters Group dedicato alla ricerca e selezione di profili qualificati – che si inserisce il Grid Connection Manager, una delle figure più ricercate dalle società che si occupano di sviluppo e realizzazione di grossi impianti a terra, solari ed eolici. Un profilo la cui ricerca ha crescita costante negli ultimi anni, intorno al 300% anno su anno”.

Ma quali sono le responsabilità del Grid Connection Manager? Hunters fa sapere che, a riporto del Direttore Operations, questo professionista è responsabile della buona esecuzione della connessione alla rete per il portafoglio di progetti eolici e solari onshore e offshore. Collabora e acquisisce, inoltre, informazioni sulla rete dagli enti proposti e fornisce assistenza tecnica durante lo sviluppo del progetto affinché siano presi in considerazione tutti i fattori che influenzano la connessione alla rete.

Il Grid Connection Manager, poi, ottimizza la progettazione e i costi della connessione alla rete, inclusi gli studi di pre-fattibilità e fattibilità della connessione alla rete per identificare la capacità disponibile e l’opzione di connessione alla rete più economica e fa in modo che vengano soddisfatti i requisiti tecnici di conformità del codice di rete. Esamina, infine, eventuali restrizioni di rete per valutare soluzioni alternative e si occupa dello sviluppo e del mantenimento degli ottimi rapporti con gli enti preposti alla connessione degli impianti e consulenti tecnici.

Il profilo ideale del Grid Connection Manager presenta una Laurea in Ingegneria Elettrica ed esperienza maturata in società di consulenza, utility, sviluppatore o operatore di trasmissione.

In aggiunta a queste caratteristiche generalmente sono richieste buona conoscenza del settore della distribuzione e della trasmissione italiana e del processo, dei requisiti e delle normative di connessione alla rete, buona conoscenza della progettazione degli impianti, buona competenza commerciale per valutare i progetti, ottime capacità comunicative, sia scritte (presentazioni, relazioni, documenti) che orali, capacità di costruire relazioni solide, collaborative e produttive con i team chiave coinvolti nella realizzazione e ottimizzazione delle connessioni alla rete.

La RAL indicativa di questi profili spazia tra i 50mila euro lordi per le candidature con 3-4 anni di esperienza fino agli 80milaeuro per i professionisti con 7-10 anni di esperienza nell’ambito. In alcuni casi vengono fatte crescere internamente figure esperte in progettazione elettrica, alle quali vengono affidati ruoli più ampi legati anche alla connessione degli impianti.

 

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