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16 Luglio 2020

Il chimico-farmaceutico sempre più alla ricerca di manutentori degli impianti, cresce la richiesta

Secondo Hunters professioni di questo tipo avranno sempre maggiore spazio nel recruiting delle società del settore. Oltre alle conoscenze meccaniche ed elettriche, diventano sempre più importanti le competenze in elettrotecnica e meccatronica


ll Pharma made in Italy si colloca al secondo posto nel mercato europeo (dopo la Germania) e ha visto una crescita, tra il 2015 e il 2019, del 21%. Contestualmente sono aumentate le richieste per chi si occupa della manutenzione e dell’aggiornamento continuo degli impianti chimico-farmaceutici. “Negli ultimi anni – spiega Davide Boati, Executive director di Hunters, brand di Hunters Group, società di ricerca e selezione di personale qualificato – è cambiato il concetto stesso di manutenzione. Oggi rappresenta un vero e proprio investimento strategico e non più un servizio erogato alla catena di produzione. I moderni sistemi di Maintenance svolgono ruoli sempre più complessi, integrando la raccolta di informazioni specifiche, suddivise per apparecchiatura e siti produttivi, alla generazione di analisi sui tipi di guasti e sugli interventi effettuati, che possono essere di natura correttiva, programmata o preventiva”.

L’importanza del monitoraggio delle apparecchiature


Il ruolo del manutentore (meccatronico, elettrico o meccanico) è sempre più richiesto nel mercato del lavoro e rappresenta un professionista fondamentale all’interno di organizzazioni aziendali di produzione farmaceutica perché è in grado di assicurare quotidianamente il corretto funzionamento dei macchinari. “Si tratta – aggiunge Davide Boati – di un professionista molto ricercato dalle aziende che operano in ambito pharma perché saper individuare un guasto e ripararlo nel minor tempo possibile, minimizzando i tempi di inattività, o mantenere gli impianti in condizioni di sicurezza ed efficienza permette infatti all’azienda di risparmiare ingenti risorse.

Gli stipendi


Parlando di Ral (retribuzione annuale lorda) le aziende del settore sono disposte a offrire retribuzioni che vanno dai 30 mila ai 35 mila euro all’anno per chi ha fino a cinque anni di esperienza o da 40 mila a 45 mila per chi lavora nel campo da più di dieci anni. Entrando più nello specifico, Hunters rende noti una serie di compensi medi per le varie specializzazioni della figura di riferimento:

  • Manutentore meccatronico con competenza in ambienti sterili – Ral 40 mila euro
  • Manutentore elettrico con Certificazione su rischio elettrico – Ral 30 mila euro
  • Manutentore elettromeccanico per lavoro su turni – Ral 30 mila euro
  • Field service engineer in ambito ottico – Ral 37 mila euro
  • Instrumental operator per interventi di calibrazione e manutenzione strumentazione – Ral 40 mila euro

Ampliamento delle richieste


C’è anche un altro elemento da tenere in considerazione. La continua evoluzione e crescente automazione dei macchinari industriali, con la diffusione di impianti a controllo numerico computerizzato (Cnc) e robotizzati, comporta un ampliamento delle competenze richieste al manutentore: oltre alle conoscenze meccaniche ed elettriche, diventano sempre più importanti le competenze in elettrotecnica e meccatronica. Anche gli strumenti di lavoro si evolvono: insieme agli utensili manuali per la manutenzione meccanica si utilizzano sempre più spesso strumentazioni informatiche complesse, soprattutto nella fase di analisi e diagnosi dei guasti.

 

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