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13 Marzo 2020

Il rischio di impresa ai tempi del Coronavirus

Secondo gli esperti di settore sembra troppo presto per misurare l’impatto che la situazione di emergenza legata al diffondersi del Coronavirus avrà sulle aziende. Presentiamo quindi i tre rischi strategici che i CFO e gli altri Dirigenti dovrebbero considerare nella valutazione di questa minaccia.

Rischio di Liquidità

Il diffondersi del Coronavirus, con i suoi relativi contagiati, può avere un impatto sui ricavi di un’azienda attraverso rallentamenti della produzione, difficoltà nella fornitura di beni o servizi al mercato, forti cali della domanda di beni e servizi dell’azienda e ritardi nei pagamenti da parte dei clienti. L’epidemia di Coronavirus potrebbe non avere effetti a breve termine sul bilancio o i flussi di cassa di una società, ma non sono da sottovalutare eventuali conseguenze negative sul business dei prossimi anni. I CFO, nel proiettarsi al futuro, sono chiamati a rivedere le linee di debito e credito per garantire disponibilità di liquidità alla propria azienda.
Molte imprese hanno messo in atto piani di recovery o di emergenza in caso di interruzione imprevista della produzione. I CFO dovrebbero quindi riesaminare la fattibilità di tali piani e garantirne l’efficacia efficaci a breve, medio e lungo termine per una contingenza come il diffondersi del Coronavirus e apportare fin da subito le necessarie modifiche.

Rischio Operativo

Il monitoraggio della Supply Chain di un’azienda è cruciale perché consente di rispondere a interruzioni impreviste. Ritardi o sospensioni nella ricezione di materiali dai fornitori possono a loro volta portare a consegne tardive ai clienti e incrinare le relazioni esistenti con fornitori e consumatori; le aziende dovrebbero valutare il potenziale impatto di questi eventi sui rapporti commerciali e tenere informati della situazione i clienti chiave e altri partner.
Inoltre, è bene tenersi pronti a sostenere un fornitore chiave per mantenere le proprie relazioni con i clienti e garantendo gli obblighi di consegna. Come accennato, l’utilizzo di capitale (liquidità) proveniente da altre parti dell’azienda può ridurre lo stress sulla catena di fornitura.

Rischio Reputazionale

Gli azionisti e i potenziali investitori fanno molto affidamento sulle comunicazioni aziendali al momento di prendere decisioni di investimento. La recente volatilità del mercato dimostra una sostanziale incertezza degli investitori in merito alla gravità e alla durata dell’emergenza.
Alla luce della situazione in rapida evoluzione, i CFO dovrebbero prendere in considerazione il business della propria azienda per determinare se sia opportuno fornire eventuali aggiornamenti al mercato. La revisione dei processi interni e della linea tenuta per le comunicazioni esterne aiuterà l’azienda ad evitare eventuali errori o misunderstanding con gli investitori.

In questo momento storico è probabilmente troppo presto per determinare l’impatto che il Coronavirus avrà sui profitti di un’azienda. Per essere preparati, scongiurando azioni immotivate, tra i profili più richiesti per la stima e gestione del Rischio d’Impresa, si evidenziano in particolare:

  • Risk Manager: ruolo cruciale in questa fase in quanto garantisce la business continuity aziendale e la sopravvivenza stessa dell’impresa. Un profilo che in media percepisce una RAL compresa tra i 60.000 e gli 80.000 €.
  • Risk Analyst: ruolo di supporto al Risk Manager, ma fondamentale nell’elaborazione dei dati che gli consente di prevedere scenari futuri. Una corretta analisi dei dati può portare a decisioni che impattano positivamente sul business dell’azienda durante le emergenze. In questo ruolo le retribuzioni si assestano tra i 35.000 e i 45.000 €.
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